venerdì 21 febbraio 2014

Milano zona Certosa. Dopo Cuore Nero, ecco Lealtà e Azione.

I vecchi locali, tra via San Brunone e via Vilfredo Pareto, concessi, prima a Il sogno di Rohan, negozio gestito da Alessandro Todisco per la vendita di oggettistica nazi della linea Calci e pugni, e poi direttamente nel 2008 a Cuore nero, diverranno ora la sede milanese di Lealtà azione. Poco più di 50 metri quadrati dati in "comodato d'uso gratuito". La nuova apertura, con tanto di inaugurazione ufficiale, è prevista per il prossimo mese. Diverrebbe la sede centrale di Lealtà azione con lo spostamento anche delle attività al momento ubicate in via General Govone 35. Qui prenderebbe corpo il cosiddetto “Progetto di COO X AZIONE” con “l’obiettivo di portare un aiuto concreto alle numerose famiglie italiane in difficoltà economiche, ben lontane dagli aiuti istituzionali”. Uno dei tanti modi per rendersi presentabili.
Della prossima apertura già se ne parla nel litigiosissimo e concorrenziale mondo dell'estrema destra milanese. Il timore, per qualcuno, vedi Forza nuova, è di perdere il peso acquisito. Intanto fervono i lavori per riattare i locali e diverse teste rasate sono già state notate nella zona.
La società proprietaria degli spazi è la Milasl srl, unico socio Michelangelo Tibaldi. La società precedentemente era nelle mani di Lino Guaglianone che nel 2007 vendette tutte le quote a Tibaldi, pur rimanendo amministratore unico fino al marzo 2010, quando gli subentrò Giorgio Laurendi, un funzionario dell’Agenzia delle entrate licenziato per corruzione e gestore del circolo di Alleanza nazionale Protagonismo sociale. Guarda caso la sede della società in un primo momento era proprio in via Durini 14 (ora è a Reggio Calabria), ovvero allo stesso indirizzo della Mgim, lo studio di commercialisti di cui Lino Guaglianone è socio. Studio sotto il quale il 17 settembre 2009 lo stesso Guaglianone fu fotografato dai carabinieri in compagnia di Paolo Martino, considerato uno dei più influenti capi della ‘ndrangheta a Milano.
Di Pasquale Guaglianone, detto Lino, nato in provincia di Cosenza nel 1955, si è già scritto e detto molto: ex tesoriere dei Nar (i Nuclei armati rivoluzionari fondati nel 1977 dal terrorista nero Giusva Fioravanti), condannato con sentenza definitiva per associazione sovversiva e banda armata, candidato nel 2005 per Alleanza nazionale alle regionali, commercialista, curiosamente, non iscritto all'albo a Milano ma a Reggio Calabria. Degli intrecci di cui abbiamo parlato fa testo il rapporto della Commissione antimafia del 2012 (che pubblichiamo integralmente) che portò allo scioglimento, nell’ottobre dello stesso anno, del comune di Reggio Calabria. Da pagina 206 a 2010, la storia di Michelangelo Tibaldi, nel rapporto indicato come l'emissario del boss mafioso Santo Crucitti. Quelli di Lealtà azione non si fanno ormai mancare proprio nulla. Prima con Mimmo Hammer, al secolo Domenico Bosa, finito intercettato qualche mese fa con narcotrafficanti belgradesi, ora con l’apertura di una sede in mano a personaggi in odore di mafia. Camerati o picciotti? 


[Osservatoriodemocratico.org]
 

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