martedì 18 giugno 2013

Centinaia di testa rasate a Milano. Pisapia attacca ma tardi. La questura .... tace!

Questa volta sono tanti. Centinaia. Decine di pulmini. E sono proprio brutti. Non è il caso di stare a lungo in zona per vedere che cosa combinano. I pochi venuti ad osservare hanno paura e se ne vanno quasi tutti. Giornalisti e fotografi sono tenuti a distanza di sicurezza «per proteggere la privacy dei partecipanti». Siamo a Rogoredo, in via Toffetti, periferia sud di Milano. Qui la Skinhouse milanese ha affittato un capannone di un privato e ha organizzato un raduno a base di musica nazi con gruppi venuti anche dagli Stati Uniti e dall'Inghilterra. Già l'altro giorno arrivavano con le svastiche al collo alla Malpensa. E ieri si sono concentrati a Milano anche da tutta la Lombardia, soprattutto da Monza, Magenta e Varese, dove poco più di un mese fa un altro raduno era stato organizzato per celebrare il compleanno di Adolf Hitler. CONTINUA|PAGINA4 Varese, però, non è Milano, città medaglia d'oro della Resistenza dove i movimenti neofascisti e di estrema destra fino a ieri non avevano mai potuto trovare facilmente agibilità e spazi. Questa volta invece ci sono riusciti.
Com'è potuto succedere? Solo all'ultimo momento il sindaco Giuliano Pisapia, risvegliato da un articolo di Repubblica - che ha preso spunto dalle segnalazioni dell'Osservatorio democratico sulle nuove destra - ha stigmatizzato l'evento. Ormai, però, era impossibile evitare che la sua città venisse sfregiata. E così il movimento antifascista è stato colto di sorpresa. Non c'è stato il tempo per organizzare neppure un presidio. Anche se non ci sono più le forze di un tempo. Ma questo è un altro problema.
Emanuele Fiano del Pd domani presenterà un'interrogazione parlamentare a cose fatte. Fiano ieri si è anche rivolto al Viminale per chiedere in extremis di vietare il raduno: «Mi hanno fatto parlare con dei dirigenti della polizia, mi hanno detto che era stata richiesta un'autorizzazione per una manifestazione pubblica e che era stata negata, ma che in un luogo privato non è necessaria nessuna autorizzazione...». Anche Nichi Vendola via twitter ha chiesto di «non consentire uno strappo ai principi della legalità democratica».
Troppo tardi. «Al momento non comporta un allarme di ordine pubblico», comunica la prefettura di Milano mentre i nazisti si stanno già radunando. La questura si limita a «monitorare la situazione». Anche perché per vietare a questo punto bisognerebbe usare la forza. E addio ordine pubblico. Meglio restare a guardare, anche se le forze dell'ordine, quando vogliono, e ricevono l'ordine, sanno bene come creare qualche problemino.
E allora la musica ha inizio. Sul palco sono attesi gli americani Bully Boys e gli inglesi Brutal Attack. Ma anche i milanesi Corona Ferrea e Adl 122, i varesotti Garrota e i trentini Linea Ostile. Ad ascoltarli a quanto sembra sono venuti da mezza Europa - Svizzera, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Russia, Norvegia, Grecia - forse c'è persino una delegazione del Ku Klux Klan. Un bel festino a base di slogan nazisti e white power contro neri ed ebrei. Non si tratta di militanti di Forza Nuova a della Fiamma tricolore. Questi sono nazisti veri. Basta farsi un giro in rete per scoprire la galassia nera a cui fanno riferimento. Con tanto di celebrazione del Terzo Reich, al grido di Blood&Honour, motto della gioventù hitleriana e organizzazione presente anche in Italia, magari allo stadio, come a Varese.
Proprio il raduno nel varesotto sembrava aver scosso le coscienze. Era intervenuta anche la presidente della Camera Boldrini. E invece dopo un mese e mezzo eccoli di nuovo, e questa volta sulla scena ben più importante di Milano. Perché nessuno se n'è accorto per tempo e ha impedito che avvenisse? Il sindaco Pisapia: «Si ripropone l'inaccettabile presenza di una manifestazione di chiaro stampo neo-nazista, fatto questa volta maggiormente grave e inquietante data la sua annunciata dimensione internazionale. Milano non può accettare che si svolgano né ora né in futuro iniziative che attingano al repertorio dell'intolleranza razziale e politica». Poi ha aggiunto: «Le autorizzazioni o le azioni preventive sono per legge di competenza di questura e prefettura. L'amministrazione comunale non ha quindi potestà di intervento diretto». E questo è il punto. «O la questura non ha avvisato il sindaco, e sarebbe inaudito, o Pisapia deve spiegare perché non ha parlato prima ai suoi cittadini», chiede Saverio Ferrari dell'Osservatorio sulle nuove destre. Da palazzo Marino però giurano di non aver ricevuto alcuna informazione da parte della questura nonostante i ripetuti e ovvi contatti con via Fatebenefratelli. Se è così si tratta di un fatto grave, anzi gravissimo, oltre che di un grosso sgarbo istituzionale. Mentre scriviamo il raduno è ancora in corso. Si può solo sperare che finisca come un brutto sogno, senza incidenti, magari nelle strade della città dopo il concerto. In ogni caso adesso il questore di Milano, Luigi Savina, dovrà spiegare come è perché è potuto accadere. 


Un capannone alla periferia di Milano

da Comunisti Sinistra Popolare

C’è un capannone , alla periferia di Milano, a Rogoredo.
Da lì, la sera del 15 Giugno 2013, fuoriuscivano le note della musica dei gruppi nazi-rock, concentratisi in occasione del raduno nazi-fascista, organizzato ( han detto…) per la raccolta di fondi per i “camerati” finiti nell’operazione Runa del ’93.
Gli Skinhead, gruppo nato a metà degli anni ’90 dall’unione tra gli Skin milanesi e gli ultrà di estrema destra dell’Inter:i Boys San e gli Hammerskin, la crème degli Skinhead, nata come emanazione del Ku Klux Klan, sono gli organizzatori del nazi-raduno nella città Medaglia d’Oro della Resistenza per la lotta al nazi-fascismo. Il tutto accade nella più totale indifferenza e con la massima agibilità (certo,il meeting, si è svolto in un terreno privato, ma non senza produrre una qualche risonanza…)
Mentre lo scorso 19 novembre, il Governo Ungherese (paese, per altro, popolato da numerosi,nonché ben accetti, Naziskin) ha messo fuori legge il Partito Comunista, costretto, suo malgrado, a cambiare nome per poter operare alla luce del sole, in giro per l’Europa, che pure ha conosciuto gli orrori del nazi-fascismo, scorrazzano “bande” di tale forgia.

CONDANNIAMO FERMAMENTE L’EVENTO IN OGGETTO E IL SILENZIO DELLA MILANO “PER BENE” E CREDIAMO CHE  TALI EVENTI, DEBBANO ESSERE CONTRASTATI CONCRETAMENTE E DURAMENTE.

W LA RESISTENZA PARTIGIANA AL NAZI-FASCISMO!

LA SEGRETERIA DI CSP-PARTITO COMUNISTA DI MILANO E PROVINCIA

 

giovedì 13 giugno 2013

Da carnefici a vittime. Da fascisti a patrioti.




Il teatrino patriottardo messo in scena domenica pomeriggio dall’organizzazione neofascista di Casa Pound per le vie di Terni, è un insulto alla memoria, alla cultura ed alla tradizione Antifascista ed Antirazzista di questa città. 

Come ogni anno ormai il Giorno del Ricordo, nato da un’operazione dalla forte impronta revisionista, diventa terreno di propaganda per gruppi di estrema destra che speculano mistificando su dati e fatti relativi alle foibe. La peggiore retorica utilizzata nel tentativo becero di equiparare il così chiamato “esodo” alla pratica dello sterminio di ebrei, oppositori, gay e rom operata dai nazisti e sostenuta dal fascismo italiano.

A nulla valgono, per questi mistificatori, gli studi storici e commissioni bilaterali che di fatto raccontano, non negando assolutamente fatti e circostanze, la storia dell’occupazione fascista nei Balcani, fornendo cifre (sebbene ridimensionandone di molto l'entità) e analisi veritiere, non viziate da revanchismo. Una storia che comprende anche l’occupazione ed espropriazione violenta dei territori messa in atto dai Fascisti Italiani. Una barbarie che portò gli abitanti di quelle terre all’interno di campi di concentramento dalla bandiera tricolore. Un calvario che finì con la liberazione dell’allora Jugoslavia.

E così vediamo che i pochi nostalgici ternani mettono in scena una marcia con il supporto numerico decisivo dei loro amici viterbesi, gli stessi che nel pomeriggio di lunedì hanno contestato violentemente un comizio elettorale del noto giornalista Ruotolo a Civita Castellana. Già noti per l’episodio squadrista messo in atto contro il giornalista e direttore del Futurista, Filippo Rossi, la scorsa estate a Viterbo .
Ed è a questo manipolo di eroi che i pochi ternani hanno concesso, probabilmente per una questione di numeri, la testa del corteo, consapevoli che Terni ha sempre rifiutato e continua a rifiutare fermamente ogni forma di fascismo, e che se non arriva il carrozzone da fuori la figuraccia è difficile da evitare.

Chissà se è stato lo stesso manipolo a tentare, poco più tardi nella serata di Domenica, di entrare nel Centro Sociale Cimarelli, per essere poi allontanato da cittadini del quartiere allarmati dagli strani movimenti. Ma tant’è!

Questa città ha conosciuto e ricorda i fascisti del ventennio, così come conosce la vera faccia dei fascisti del terzo millennio. Dietro la maschera dei difensori della patria in realtà c’è un gruppo di squadristi antisemiti ed intolleranti verso ogni diversità. Mentre a Terni, con un dovizioso lavoro di maquillage, si travestono da difensori degli animali o da caritatevoli dispensatori di pacchi di pasta nella peggiore tradizione democristiana, a Roma, Napoli, Milano non disdegnano accoltellamenti, assalti e pestaggi nei confronti di militanti di sinistra, gay, immigrati. 

Chi gli offre sponda politica e mediatica sappia di essere complice diretto di tutto questo; non si rende un buon servizio alla verità storica e politica che ha già, sessant’anni fa, condannato il fascismo e ogni sua riproposizione.


Aeroflot feat. Collettivo Radio Mosca - "Quanto grano"

Un messaggio di minaccia a tutte le forze Antifasciste!



Dopo il gravissimo episodio di minaccia ai danni del circolo di Rifondazione Comunista di San Giuliano Milanese attraverso due fogli fatti passare sotto la porta della sede a firma “Fasci in Azione”, il Segretario Regionale del Prc Giovanna Capelli analizza la questione. Ecco l'intervista rilasciata dalla compagna.

L’episodio che avete denunciato è inquietante anche perché la minaccia fa riferimento allo stupro patito da Franca Rame.

“Ho denunciato alle forze dell’ordine tutto questo. Oltre all’esplicita minaccia fascista alla nostra attività politica, vi è una vigliaccheria ulteriore con il riferimento a Franca Rame che rende la minaccia ancora più intollerabile, l'esaltazione di un fatto orribile che ha segnato la vita di una grande compagna e che purtroppo è rimasto impunito. Un avvertimento di stile mafioso alle compagne e alle donne che si impegnano nella politica e che prendono parola autorevole nella società civile".

Voi denunciate da tempo le attività neofasciste, pensa ci siano delle correlazioni?

"Certamente vi sono, vista la nostra azione di denuncia antifascista e anti razzista. Minacciando Rifondazione Comunista, lanciano un messaggio di minaccia a tutte le forze antifasciste. Ci vuole poco passare dalle parole ai fatti e noi non demordiamo e denunciamo. Penso che ci sia comunque una sottovalutazione di ciò che sta accadendo, da un lato in relazione alla sconfitta elettorale del centro destra che ora provoca un processo di riaggregazione delle componenti sparse della destra, dall'altra in rapporto al disagio sociale che cresce e che può assumere derive fasciste e razziste, come avviene in molto paesi d'Europa, dalla Grecia all'Ungheria".

Avete altre iniziative previste oltre alla denuncia?

“Pensiamo di proseguire con serenità, la nostra attività anche culturale, con la presentazione di testi e scritti di esperti e conoscitori del mondo della nuova destra. Siamo testardi e determinati. Forse diamo fastidio proprio per questo”.


I vigliacchi non devono passare!!! Morte al fascio!!!

 

Casapound: assalto al Cinema America Occupato di Roma



Durante la notte di mercoledi, a seguito dell'iniziativa dei forum dell'Acqua Bene Comune in piazza San Cosimato, convocata per festeggiare i due anni dalla vittoria referendaria, un manipolo di militanti di Casapound ha assaltato il Cinema America Occupato, un'occupazione limitrofa alla piazza che partecipava attivamente alla costruzione della giornata.
Ma, per i "legionari combattenti" questa volta è andata male: gli occupanti del cinema presenti all'interno dell'edificio, quando si sono resi conto di essere sotto attacco, hanno messo in fuga la squadraccia, scendendo in strada a difesa di tutte le attività del cinema: centinaia di proiezioni cinematografiche ad offerta libera, un corso di teatro gratuito, laboratori di pittura, concerti di tutti i generi, giochi in piazza con i bambini, iniziative a difesa del territorio, incontri e dibattiti, eventi a sostegno dei collettivi delle scuole circostanti e la costruzione della prima aula studio di Trastevere.

In seguito al fallito assalto, la squadraccia ha pensato bene di aggredire un gruppo di ragazzi di ritorno da una serata a Trastevere: ma anche questa volta i fascisti del terzo millennio, rifiutati dalle persone che si trovavano a passare in quella via, sono stati costretti alla fuga.

Trastevere, quartiere di storica tradizione antifascista, rifiuta il fascismo in tutte le sue forme. Queste vili aggressioni sono messe in atto in un periodo difficile per il Cinema America, in quanto tentano di farne una questione di ordine pubblico per facilitarne lo sgombero. Ma chi frequenta l'occupazione di Trastevere sa bene che il Cinema America consiste in ben altro: non si fermeranno le iniziative in piazza, non si fermerà la programmazione, tanto meno i lavori di riqualifica e i progetti avviati in questi mesi.
Alcune persone, disturbate dai rumori, svegliate nel cuore della notte e affacciate alla finestra, hanno capito subito la situazione e urlando invettive contro i fascisti hanno contribuito ad allontanare la squadraccia di Casapound.
 

martedì 11 giugno 2013

I Pionieri del Futuro



Per tutti i compagni e le compagne che hanno figli è finalmente nato (….o ri-nato?) il progetto Pionieri del Futuro  "Organizzazione Comunista per l'Infanzia". I Pionieri del Futuro sono una nuova proposta pedagogica di matrice comunista, che si ispira all’Associazione Pionieri d’Italia e alla pedagogia marxista di Anton Makarenko, di Lev Vygotskij e di Gianni Rodari.

dal sito internet: http://pionieridelfuturo.wordpress.com/  




Lavorare con i più piccoli significa per noi, educatori e comunisti, andare ad incidere su di un punto molto radicale dell’indipendenza di classe: quello dei valori morali e della costruzione una diversa socialità, che sveli l’illusione dell’individualismo e ponga le sue radici nell’agire collettivo.
Porsi come obiettivo quello di lavorare con i ragazzini in un ambito extrascolastico, non vuol dire solo andare incontro ad un’esigenza di cura dei più piccoli al di fuori della famiglia, che sempre più si renderà necessaria in questo momento di ristrutturazione del lavoro, che vedrà venire meno il tempo da dedicare alle cure parentali, in cui genitori e nonni verrano sempre più assorbiti nell’ottica di lavori precarizzati e flessibili. Vuol dire soprattutto rendersi conto di quanto il lavoro pedagogico non sia mai neutro.

Ogni scelta in questo campo poggia su una visione precisa dell’essere umano, scaturita dall’adesione o meno, anche inconsapevole,  al sistema di valori che permette all’assetto politico, economico e sociale dominante di riprodursi, pur in tutte le sue necessarie e veloci mutazioni.
Il nostro intento è dunque quello di dare ai bambini la possibilità di sviluppare un pensiero critico, saldo però su alcuni principi, che riteniamo imprescindibili all’autodeterminazione dell’essere umano: il rifiuto di ogni forma di sopraffazione e la valorizzazione del lavoro e della collaborazione come capacità collettive di progettare e realizzare i desideri e di affrontare la avversità.




I Pionieri del Futuro, così come noi li immaginiamo, saranno bambini che avranno la possibilità di vivere l’infanzia come un’avventura di cui essere protagonisti, collettivamente. Bambini che impareranno ad aver fiducia nelle proprie capacità di conoscere la realtà, di cambiarla e di immaginarne una nuova. Che avranno la possibilità di mettere in atto, concretamente, la solidarietà, così naturale nei ragazzini. Un processo pedagogico, questo, che andrà a costruire una consapevolezza morale radicata nell’esperienza, nel gioco, nelle attività artistiche e sportive e dove il valore dell’amicizia, aperta, leale, concreta sarà vissuto pienamente.
Le scelte politiche verrano dopo, ma sulla base di  un’abitudine che si sarà consolidata nella lealtà, nella solidarietà, nella progettualità, nel mettersi in gioco, nelle regole condivise e nelle responsabilità assunte in prima persona.




Il diario di un gerarca nazista ritrovato in USA!

Ritrovato negli Stati Uniti il diario di uno dei più importanti gerarchi di Hitler: Rosenberg. 


Dettagli sull'occupazione tedesca nell'allora Unione Sovietica e sugli scontri all'interno della cerchia di comando nazista, ma anche importanti particolari sul saccheggio delle opere d'arte nell’Europa occupata dalle truppe hitleriane: questo e molto altro sarebbe contenuto nel diario personale di Alfred Rosenberg, uno dei più potenti gerarchi nazisti e stretto collaboratore di Adolf Hitler, nonché custode di molti segreti del Terzo Reich. Si tratta di un manoscritto di 400 pagine, che riguarda un periodo compreso tra la primavera del 1936 e l'inverno del 1944 e che é stato recentemente ritrovato a Buffalo, nello stato di New York, a casa di un accademico legato ad un procuratore del processo di Norimberga. 


Secondo una prima valutazione degli esperti Usa, il documento potrebbe offrire una nuova visione dei rapporti di Rosenberg con Hitler e altri gerarchi nazisti, tra cui Heinrich Himmler e Herman Goering, oltre a dettagli sulle tensioni all'interno del gruppo di comando nazista all'indomani della missione di Rudolf Hess in Inghilterra nel 1941, sull'occupazione tedesca in Unione Sovietica e sui piani per le uccisioni di massa degli ebrei. 


La documentazione é di notevole importanza per lo studio del periodo nazista. E una prima analisi del contenuto getta nuova luce su importanti aspetti legati alla politica del Terzo Reich. Per gli esperti ''sarà una significativa fonte di informazione per gli storici, che in parte contraddice alcuni elementi già noti''. Rosenberg fu catturato dagli alleati alla fine della Seconda Guerra Mondiale e impiccato nel 1946, dopo essere stato condannato per crimini contro l'umanità al termine del processo di Norimberga. Il diario, utilizzato come prova durante in tribunale, scomparve misteriosamente subito dopo: per oltre 60 anni sembrò essere sparito nel nulla. Ad essere sospettato del furto del documento fu proprio uno dei procuratori di Norimberga, Robert Kempner, accusato di aver rubato il manoscritto per poi contrabbandarlo negli Stati Uniti. Dopo la sua morte, nel 1993, per oltre dieci anni si protrasse una controversia legale sul tesoro di documenti da lui custoditi, tra i suoi figli, l'ex segretario e il Museo dell'Olocausto. Quando gli eredi decisero di dare i documenti al museo, i funzionari scoprirono che decine di migliaia di pagine erano sparite. L'Fbi riuscì a recuperare parte delle carte, molte delle quali si trovavano a casa dell'ex segretario di Kempner, nel frattempo trasferitosi vicino a Buffalo, nello stato di New York, a casa di un professore di nome Herbert Richardson. Ma del diario nessuna traccia. Ora, le fonti ufficiali assicurano che molte informazioni verranno rivelate nel corso di una conferenza stampa in programma per questa settimana in Delaware, alla quale parteciperanno funzionari della Us Immigration and Customs Enforcement, del Dipartimento di Giustizia e del Museo dell'Olocausto.